lunedì, maggio 05, 2008

caso vuole

Ancora 1 volta a disquisire del caso. Ancora 1 volta a dirsi come le cose vadano indipendentemente da come vorremmo che andassero… a scoprire che ben poco possiamo di fronte all’inafferrabile leggerezza del fato. Possiam molto riguardo il rispetto alle persone e alle cose, possiam molto nella cura con la quale ci dedichiamo alle persone e alle cose e altrettanto molto nell’impegno perché le persone e le cose abbiano il massimo che noi siamo in grado di dare, ma poco o nulla possiamo per le persone o per le cose. Non sta alla nostra capacità.
E’ come un’auto alla quale dedichiamo del tempo, portiamo a lavare tutte le settimane, cambiamo regolarmente l’olio, revisioniamo ogni 20000 km… ma un bel giorno ci lascia in mezzo ad una autostrada alle 3.00 della mattina. E’ valsa tanta cura?!
E’ come una amicizia tra 2 ragazzi: coltivata, fatta crescere, fondata su esperienze in comune, di condivisione, di sorrisi e pianti…. Recisa perché la morosa di uno si innamora dell’amico. E’ valsa tanta cura, se qualcosa di imprevedibile sconquassa gli equilibri affettivi di tutti, rovinando 3 vite?
E’ come incontrare una domenica, un cardiochirurgo che giocava con me quando eravamo alti 1 metro e una mela…che corre sulla mia strada. Anche questo ha un senso anche se sfuggente.
E’ come quel ragazzo tanto forte che correva in montagna… cacchio non riuscivo a stargli dietro, mi ricordo. Su è giù per i nostri sentieri, fino ad un giorno che l’hanno visto inciampare in quella radice, e fare un volo di 300 metri giù per la parete… cacchio c’è sempre stata quella radice… quante volte l’abbiamo saltata insieme?! Quanto meno, salvo che non sei un pezzo di ghiaccio, ti chiedi perché lui e non io, o uno delle centinaia di persone che tutti i fine settimana passano su quel sentiero. E’ valso tanto allenamento, tanta conoscenza della montagna, tanta preparazione fisica e mentale per saper e poter correre in quelle condizioni?! E’ valsa tanta cura?!
E’ come un amico che suonava anni fa con me, che ho ritrovato questa sera in un bar, solo. Ed è una birra, è una pizza con altra gente, che anch’io fino a ieri non sapevo chi fosse, è una chiacchierata …scoprire che voleva trovare un altro giro di persone, magari per una pizza o una birra (appunto), che la morosa l’ha lasciato 15 giorni fa, dopo qualche anno, che sta pensando di andare su una piattaforma petrolifera nel Baltico. Datemi il senso. Perché il senso lo intuisco appena.
È scoprire che il caso ci fa incontrare le persone giuste nei posti più impensati…ma che con altrettanta disinvoltura le allontano dopo un certo periodo… è come se il ruolo delle persone fosse a scadenza: esaurito l’effetto benefico, diventa indigestione oppure assuefazione.
E’ come un sabato che decidi di partecipare ad un raduno di scialpinismo il giorno dopo e nemmeno ti sei iscritto… telefoni ad un amico. ti organizzi. punti la sveglia ad un orario improponibile perché devi passarlo a prendere… carichi tutto in macchina di corsa perché sei in ritardo: - sci, pelli, rampanti, picca, bastoncini, arva, pala, sonda, guanti, guanti di riserva, giaccavento, maglia, maglia ricambio, occhiali, lenti per la nebbia, casco, thè, barrette energetiche, c’è tutto?! Prendi. Vai. e trovi ad aspettarti anche una ragazza che anni fa un altro carissimo amico aveva fatto di tutto, ma senza successo, per farti conoscere perché “secondo me quella ragazza è fatta apposta per te” (cazzata?!). Che pazza e fantastica ragazza, mi sono ritrovato in macchina. Datemi il senso. Perché il senso non l’ha. (in realtà il senso dell’incontro è che nelle cose che avevo dimenticato di mettere nello zaino c’era la crema da sole…mentre lei invece l’aveva!!!! La mia salvezza!)
Le cose e le persone vanno e vengono, si incontrano e si perdono, si desiderano e si guastano, si cercano e a volte non si trovano, prendono e lasciano, tanto o poco, riempiono o creano vuoti…l’unica cosa della quale sono certo è che non ci sia persona o cosa che non meriti tutta la mia passione, tutta la mia attenzione, tutto il me in quel momento possibile.
Perché un giorno non viva il rimpianto del se.
Mentre tutto va… alla fine tutto torna. e lascio che
sia.


8 Comments:

Blogger Lady Cocca said...

ormai credo di averci fatto l'abitudine a questa incostanza dei rapporti umani.. non capivo questo andirivieni, credo di averlo capito non molto tempo fa.. ma anche se sono consapevole di essere stata nel giusto xkè so di aver dato tutta me stessa, fà cmq male..

10:56 AM  
Blogger piccola ile said...

Quanto è vero quello che dici...ce la mettiamo tutta per essere noi gli artefici del nostro destino, perchè in molti casi dipende tutto dalle nostre forze...
ma c'è un qualcosa che sfugge al nostro controllo...qualcosa che spesso ci spiazza, ci stupisce, ci fa gioire e ci fa incazzare...ma cmq ci emoziona...e,come dicevi tu, bisogna goderlo appieno...in modo che in futuro nessun rimpianto venga farci visita...
un abbraccio :)

2:02 PM  
Blogger jS said...

Ho riaperto due volte le foto. Per essere sicuro.
Alla fine mi sono ripetuto che, uno come te, dovrebbero averlo tutti, nella loro vita.
Che l'imprevedibilità è frutto della passione e della cura per l'interiorità e non del caos e dell'indecisione. Che ad essere imprevedibili non ci si prova. Si vive e basta. Che ad essere generosamente pazzi ci si arriva per strade non scontate. Ma ci si arriva. O almeno tu ci arrivi.

5:40 PM  
Blogger Scorpio79 said...

Veramente un bel post, mi ricorda tanti discorsi fatti e sentiti sul destino. Alla fine, chi ci crede ne è vittima, ma anche artefice. Ciao Scorpio79

P.S. Però quelle foto mi mettono freddo... Brrrrr!!!!!

9:04 PM  
Blogger Master of Fouls said...

...a voler essere banali basterebbe citare la massima "meglio vivere di rimorsi che di rimpianti"...

...a non volerlo essere...che dire? Hai scritto, con il tuo solito e piacevolissimo stile, una bellissimo post, a cui difficilmente si può dare un commento...ecco...è questa una tua caratteristica...dici già tutto...e al lettore non può rimanere altro che confutare o avallare...

Di mio, prendo atto, confermo e do la mia benedizione sulle tue parole: è incredibile come poni attenzioni a particolari, su cui io preferisco spesso sorvolare...

a presto.

MoF

9:07 PM  
Blogger Adamo said...

MoF ha detto quello che volevo dire io....complimenti....e' difficile al giorno d'oggi conoscere gente con la tua sensibilita'....!!!!

10:41 PM  
Blogger patty said...

...







(senza parole)



Ps:cmq le foto metton freddo anche a me..O____O

1:46 PM  
Blogger stoneeaten said...

non ne abbiano male gli altri, ma ho un commento solo da dedicare ad un "figliol prodigo" che era perduto ed è stato ritrovato:

js: ho riletto 2 volte il tuo commento...forse anche qualche volta in più...
1-strano ritrovarti qui, quasi non potevi farne a meno di commentare sta volta
2-sempre quello stile riflessiv-criptico che mi son perso leggendo e poi ritrovato 1 riga dopo...

11:13 PM  

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